Una passione di lunga data per le immagini d'archivio e la tecnica del collage. Una serie di stampe da corsa dell'Ottocento pubblicate da Currier & Ives. E la curiosità di scoprire cosa succede quando le riporti in vita.
A long-standing passion for archive images and collage technique. A set of 19th-century racing prints published by Currier & Ives. And the curiosity to see what happens when you bring them back to life.
Ognuno degli 11 frame è stato assemblato in Photoshop, ritagliando e ricomponendo le parti anatomiche dalle immagini originali, riadattandole con lo strumento Puppet per adattarle alle diverse fasi del ciclo di galoppo. La natura da collage è intenzionale: nessuna fusione perfetta, nessun bordo pulito.
Un filmato d'archivio di un cavallo al galoppo ha fatto da riferimento per la sequenza delle pose, mantenendo il movimento ancorato a qualcosa di reale prima che diventasse qualcos'altro. I frame sono poi passati in After Effects per il timing e il compositing finale, con un paesaggio dipinto in loop come sfondo. La sequenza del fantino e delle frustate è stata l'ultimo tassello ad andare al suo posto.
Each of the 11 frames was assembled in Photoshop, cutting and rearranging anatomical parts from the original engravings and reshaping them with the Puppet tool to match the different phases of a galloping cycle. The collage nature is intentional: no seamless blending, no clean edges.
An archive footage of a galloping horse served as the reference for the pose sequence, keeping the movement grounded in something real before it turned into something else entirely. Frames then moved into After Effects for timing and final compositing, with a loopable painted landscape as background. The jockey and whip sequence was the last piece to fall into place.
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